luglio 2009
Monthly Archive
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Cabrousse. Arriviamo tutti insieme ma non ci aspettano, non abbiamo specificato orari. I bimbi ci vedono da lontano, che emozione, scambiano me per Francesca, corrono a braccia tese “Francì, Francì”. Mi spuntano le prime lacrimucce, li abbraccio, incredibile quanti riesca a stringerne contemporaneamente, sussurro “No, seulement la maman, papà, e la petite soeur Flavia, avec notre amì Roberto”
Non importa, sono felici ugualmente! I più espansivi partono a raffica con le domande e ci saltellano intorno, i più timidi ci prendono per mano con dolcezza e … non si staccano più. Come sono belli, come sono cresciuti! Purtroppo vediamo anche faccine nuove, avevamo saputo del loro arrivo ma non li conosciamo. E poi il gruppetto “dei 6 anni”, trasferiti da Oussouye, per iniziare la scuola. Qui cercano di darsi un tono, sono consapevoli di appartenere ormai al gruppo dei grandi!
Roberto è affascinato, non si aspettava tutta questa spontanea manifestazione di affetto, tanta disinvoltura e loquacità. Li chiama subito tutti a raccolta e prende ad organizzare giochi, balli, esercizi ginnici e … tanto altro. I bambini gli si abbandonano affascinati, 5 minuti dopo è già diventato il loro idolo. Flavia lo affianca, è più timida e si occupa … dei bambini più timidi, esortandoli ad entrare nel gruppo. La osservo, la mia piccola ha già perso quella vaga espressione imbronciata, così tipica della sua età.
La sento “più vicina”, sta buttando via la maschera …
Non riuscirò a convincerla per tutta la settimana a lasciar perdere matita e ombretto, così fuori luogo per l’ambiente e la temperatura, so che ne ha bisogno per trovare il coraggio …. di affrontare la vita. Noto però che non pensa più durante la giornata a ritoccarsi e pettinarsi. Per una settimana avremo con noi una ragazzina affettuosa, allegra e impegnata. Ancora una volta lo Spirito dell’Africa vuole farci un dono, polemiche e ombrosità caratteristiche dell’adolescenza sono proprio rimaste a casa!
Ecco Domitilla, senza che ce ne accorgessimo una bimba è corsa a chiamarla in Maternità. Arriva correndo, le corro incontro e ci abbracciamo ridendo come bambine. L’affetto che ci lega non necessita di tante parole, è bello ritrovarsi dopo un anno carico di tensioni per tutti. Notiamo che è sempre molto magra ma un po’ più distesa, ci spiega che dopo l’arrivo di suor Giselle, mandata dalla Casa Madre per aiutarla, le cose vanno molto meglio. E’ giovane ma sta imparando in fretta.
E’ un’impresa trovare Roberto per presentarglielo, ormai è il “capobanda dei bambini”. Nasce un’immediata e reciproca simpatia. Roberto per tutta la settimana, a differenza dalle altre suore, la chiamerà semplicemente “sora”. Con lei è tutto un susseguirsi di battute e battibecchi scherzosi, che io, con il mio francese puramente inventato, devo continuamente tradurre.
Troviamo il modo di organizzare un incontro importante per il giorno dopo. Verrà Joseph, il referente di un’altra associazione, che si è già occupato di seguire opere di costruzioni sul posto. L’interprete sarà come sempre Suzanne.
Visitiamo la Maternità, Roberto nota subito la carenza di lenzuola, per lo più le donne stanno sdraiate su materassi di una tremenda vimpelle. Lui ha uno studio fisioterapico così inizia a prendere misure. Conta di rifornirli di lenzuola usa e getta. Scopre parecchie pecche nell’impianto elettrico, rimpiange il suo trapano e cerca di spiegare a Domitilla cosa gli serve, può almeno tentare di “mettere qualche toppa”. Convince poi la nostra mitica suor Denise, anziana e bloccata da un’anca e da un ginocchio, a farsi dare un’occhiata. A dir la verità lei è un po’ perplessa, non capisce il termine “fisioterapista neurologico”, decidiamo di spacciarlo per “ortopedique”, molto più semplice! Allora lei, risoluta, se lo porta in camera.
Roberto ci riferisce che può fare ben poco, necessita di due interventi pesanti ma è avanti con gli anni e …. siamo in Africa! Comunque ha con sé, nella sua dotazione farmaceutica, medicinali, spray e cerotti che l’aiuteranno …. le lascia tutto, insieme al suo grande cuore! Denise è felice e si pavoneggia per tutte le coccole che le riserviamo.
0 comments francesco238 | DIARIO DI VIAGGIO: ULLELLE’ ULLELLA’
L’incontro con Joseph si rivela molto utile, è un giovane sveglio, dinamico, competente e abituato a lavorare per gli europei. Si decide di provare a chiedere 2 nuovi progetti, più tradizionali per contenere i costi. Lui chiederà all’impresa che ha lavorato per la sua associazione e ha costruito il dispensario, un gran bel risultato, devo dire. Le suore interpelleranno l’impresa che ha costruito la scuola, sovvenzionata da Padre Luigi di Verona. A proposito, a dispetto di tutti i nostri dubbi, la scuola è stata terminata nei tempi ed è bellissima, con la sopraelevazione del secondo piano e tutta tinteggiata di bianco e azzurro. Ora si chiama ECOLE PADRE LUIGI.
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Domenica, S. Messa. Domitilla ci avverte che ha voluto dedicarla a tre persone che ci hanno lasciato, a noi molto care. E’ bello sentirle ricordare in questa chiesina sperduta, da persone per la maggior parte sconosciute, con una palese fede pura, manifestata con grande raccoglimento e coinvolgimento. E’ la Domenica delle Palme. Non c’è ulivo, naturalmente tutti hanno in mano rami di palma.
I nostri bimbi schierati nelle prime file, compostissimi durante tutta la funzione, correndo fuori ci abbracciano, saltellano e urlano dalla felicità. Ci siamo anche oggi!
Ci trascinano via, Flavia viene presa per mano da un gruppo di bambine decise a farle le treccine come le loro. Lei ride e lascia fare, sopporta stoicamente tutti gli strattonamenti, dopotutto è giusto che ogni bambina sperimenti il proprio metodo!
Il risultato non le convince, disfano tutto, riproveranno magari con qualcuno più abile con i capelli lisci e sottili. Flavia ci rimane quasi male …. ormai era convinta!
Tutte insieme passano a mondare il riso.
Arriva la telefonata di Francesca, oggi lei, Franco, Silvana, Giulia, Brunella, Ernesto e Francesco sono impegnati con un Mercatino. Sono stati invitati dall’amico Salvatore della Pescheria Corallo. Ha avuto un’idea fantastica, vendono soprattutto fiori forniti da un suo amico. E’ stato un successo: più di 700 euro di incasso, al netto delle spese! Incredibile se pensiamo che alle 14 hanno dovuto smontare tutto, sorpresi da una grandinata.
Grazie ragazzi ma soprattutto GRAZIE SALVATORE!!!
Decidiamo di far riposare un po’ le suore e convinciamo Domitilla e Martine ad uscire per il pranzo. Invitiamo anche Marcel, un caro ragazzo che le aiuta con la contabilità ed Evelyn, la nipote di Domitilla, veramente graziosa. Ha 22 anni, ha da poco perso il papà e studia ostetricia. Anche lei è in vacanza e la zia l’ha invitata per uno “stage” in Maternità. E’ dolce, timida e simpatica, lega subito con Flavia che coraggiosamente cerca di rispolverare il suo francese studiato poco e male solo alle medie. Ora però risulta prezioso per fare un po’ di conversazione. Con le suore programmiamo un nuovo lusso per il giorno seguente: una gita a Carabane e altre isolette meno conosciute ma bellissime.
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Il viaggio in piroga, con il vento tra i capelli, ci ritempra. Nelle isole abbiamo modo di rivedere la vita nei villaggi più poveri. Le donne che pestano il riso fuori dalle capanne e che lavano i panni. Gli uomini ci mostrano orgogliosi l’unica fontanella di acqua potabile. Arriva solo una volta alla settimana e per poter accedere alla pompa devono pagare! Che tristezza per noi ma loro sono felici, c’è chi sta peggio! Visitiamo l’unica scuola, delimitata solo da rami di paglia intrecciati.
E’ chiusa ma sulla lavagna ci sono i segni dell’ultima lezione, incredibile, è INSIEMISTICA!
Fuori da una capanna una donna incinta, con attaccata alle gonne una bimbetta, costruisce bamboline, ci sembrano meravigliose come regalini, compriamo quelle che ha pronte. Roberto gliene ordina altre 10, la signora verrà a portarcele tra qualche giorno.
Siamo accaldati, scopriamo un piccolo bar, entriamo per ristorarci. C’è una scimmietta simpaticissima, ci gioco e torno bambina. Il proprietario mi chiede se voglio vedere un coccodrillo appena nato. CEERTOOO! Me lo porta, dorme e sembra una grossa lucertola. Mi insegna come tenerlo, sotto la gola, per impedirgli di aprire la bocca, è già in grado di far male, da adulto raggiungerà i 5 metri! Mi pavoneggio mentre mi scattano la foto ma non mi sogno neanche di domandare notizie della madre….
Riprendiamo il cammino, come sempre circondati e accompagnati da uno stuolo di bambini che a turno ci prendono per mano e ci seguono dappertutto. Non apriamo mai gli zaini, non abbiamo purtroppo caramelle per tutti. Loro non chiedono mai nulla, sono solo contenti di vedere gli stranieri, certo se ci scappasse la caramella sarebbe meglio ma pazienza …. siamo noi a starci male.
Il rientro in piroga è rilassante, Flavia mi abbraccia, mi appoggia la testa sulla spalla e quasi si addormenta, che tenerezza mi fa la mia piccola donna.
Vorrei che il tempo si fermasse, so che a casa rimpiangerò questi momenti. Sento però che questo senso di appagatezza non lo proverebbe nemmeno su uno yacht.
Sono sempre più felice di aver deciso di portarla.
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Finalmente a Oussouye! Abbiamo visto i piccolini solo di sfuggita all’arrivo. Dall’aereoporto di Zighinchor per arrivare a Cap Skirring si passa da Oussouye. Non abbiamo resistito, abbiamo chiesto al taxista una piccola deviazione e siamo saltati giù …. Abbracci a suor Georgette e un tuffo tra i nostri piccoli scatenati. Ci sono anche 4 neonati.
Alle 7 sono pronta e aspetto gli altri per la colazione, fuori, sulla mia solita poltroncina di legno. Guardo il mare …. mi giunge l’aroma di caffè. Roberto ci vizia così. Lui, esperto viaggiatore e dotato di grande spirito di adattamento, però non sa proprio rinunciare al suo espresso. Così porta sempre con sé moka, caffè italiano e fornelletto. Ormai è consuetudine, il profumo di caffè lo preannuncia, arriva con i 2 bicchieri e nella verandina ce lo gustiamo insieme, cercando intanto di fare amicizia con le povere mucche magre che pascolano tranquille ma riservate, davanti a noi .
Arriva anche Flavia, questa mattina ha deciso di seguire Roberto nella corsa.
Io e Gianandrea rimaniamo ad osservarli. E’ bello vederli correre sulla spiaggia deserta, lui perfetto e sicuro, lei che lo segue attenta e fiduciosa. E’ già molto migliorata, idolo anche per lei! Ridiamo ricordando i giorni precedenti, è difficile descrivere Roberto perché è UNICO. E’maggiore di mio marito ma quando è in mezzo ai bambini è uno di loro! Fermo restando che torna papà in caso di necessità, per sedare una piccola lite o proibire qualche gioco pericoloso. E parla, parla sempre, in italiano inserendo ogni tanto qualche vocabolo francese, spesso inventato per l’occasione! Ma il bello è che i bambini lo capiscono sempre e seguono a puntino le sue istruzioni. Ormai hanno imparato perfettamente il suo inno, la famosa …. ULLELLE’ ULLELLA’ ….. opportunamente rivista e corretta!!! Sappiamo che ha in mente di insegnare un po’ di latino americano alla sua “sora”, per la musica userà il cellulare.
Eccoli di ritorno, dobbiamo sbrigarci, alle 9 arriverà Domitilla con il pick up donato dalla ditta Flou. Il viaggio è lungo e non possiamo rischiare con il vecchio fiorino traballante. Non ci sono partorienti, nel malaugurato caso di un’urgenza Domitilla/Shumacher tornerà indietro.
Suor Georgette è strafelice di vederci ed è già impegnata nella preparazione del nostro pranzo. Un bel pescione alla brace, riso, verdure bollite e uova sode, tutto ciò che hanno ma preparato con cura e amore, come sempre ci sembra un pranzo da re.
Ecco i piccoli, sono vivacissimi e questa volta quasi tutti in buona salute, solo il piccolo Nicolas, 7 mesi, è un po’ abbattuto. E’ appena stato dimesso dall’ospedale per una polmonite, ha rischiato …. ma ce l’ha fatta.
Ci sono poi le 2 nuove gemelline identiche (7 mesi anche loro), anche i nomi non ci aiutano molto, OISSAYNATOU e ASSANATOU e si pronunciano anche quasi nello stesso modo. Le distinguiamo solo perché una è molto tranquilla e sorride sempre, l’altra è vivacissima e ride, ride a crepapelle solo guardandola dritta nei suoi occhietti vispi.
Flavia, un’igienista convinta, dimentica in tasca la sua amuchina. Si impossessa con un braccio della piccola simpaticissima e con l’altra mano e le gambe cerca di dar retta a tutti gli altri. La gemellina che sorride è … di Roberto, se ne va in giro con questo scricciolino al collo e mi confida di sentire l’impulso di infilarle tutte e due nello zaino e portarsele a casa. Ogni tanto Flavia mi concede la sua gemellina per poter prendere un po’ la piccola Victoria, bella, dolce e tranquilla o il piccolo Nicolas, purtroppo un po’ mogio e spesso in lacrime. E’ esterrefatta nel rivedere gli altri, manca ormai da due anni, riconosce tutti ma … come sono cresciuti!
Arriva suor Clementine 2, ci porta nella camerata: ha preparato i lettini con i bellissimi lenzuolini con gli angoli, confezionati dalla mamma di Stefania. Che bello, che lusso, vai con le foto!
Nel pomeriggio abbiamo in programma di andare di andare a vedere il terreno della nuova scuola, ottenuto in dono dal sindaco con l’aiuto dei Magnifici 7.
Flavia e Roberto ci salutano caramente ma preferiscono rimanere con i bambini, si occuperanno delle foto riscontro.
Il terreno è bello e abbastanza vicino all’orfanotrofio. Suor Georgette è tutta orgogliosa: ha già fatto costruire un pezzo di muro di recinzione. Ce l’aveva spiegato qualche mese prima: doveva assolutamente iniziare i lavori, avevano le elezioni del nuovo sindaco e temeva che potessero espropriarle il terreno. Brava Georgette, almeno noi possiamo scattare le foto e documentare tutto …. che emozione!
Lo sapevamo ma vedere è tutt’altra cosa.
Georgette però è un po’ abbattuta, il suo bel progetto rotondo è stato bocciato anche da Domitilla, bello ma troppo caro.
Gianandrea che è geometra la capisce, il terreno non è grandissimo, Georgette non ha torto, costruire in tondo significa ritrovarsi con un bel cortiletto al centro.
Paterno, le passa un braccio intorno alle spalle e suggerisce di provare a chiedere progetti per una costruzione ad U o a ferro di cavallo. Dovrebbero essere comunque meno cari ed ottenere il medesimo risultato. Si illumina e lo abbraccia con gratitudine.
Intanto ci aggiriamo e fotografiamo tutto, sognando ad occhi aperti ….. dopotutto non è il progetto che chiamiamo SOGNO?
Pensiamo poi di passare dal “laboratorio” dei disabili, sappiamo che ci sono donne che realizzano e vendono bellissimi oggetti in paglia, le aiutiamo procurandoci materiale per i nostri mercatini. I nostri Magnifici 7 ce l’avevano descritto ma la realtà supera sempre l’immaginazione. Queste donne coraggiose lavorano con grande maestria, impegno e dignità. Qualcuna porta con sé il proprio bambino.
Anche le suore acquistano qualche oggettino, scopriremo in seguito che sono i regalini per noi.
Rientriamo in orfanotrofio, spupazzo le gemelle Paulette (di Francesca) e Jeanne (di Dede), cerco di fare amicizia con Serena (di Dede), che è un po’ riservata, gioco con Terance (di Giulia) e con Barnabè (di Dora) e …. tanti tanti ancora. Ancora foto e ci diamo appuntamento per Giovedì.
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Mercoledì, Cabrousse, appuntamento in orfanotrofio. Roberto decide di raggiungerci, sempre di corsa, direttamente dalla spiaggia. I bambini sono un po’ delusi “Roberto ?” - “Apres”. Ne rimane uno di sentinella sul cancello, ad un certo punto il segnale “Robertoooo”, la squadra di bimbi al completo si precipita, lo scorgono da lontano, lui alza un braccio e urla “ULLELLE’”, la risposta, urlata in coro
“ULLELLA’ “ …….
Oggi arriveranno tutti i bimbi nati l’anno scorso, ai quali, in segno di riconoscenza, sono stati dati nomi italiani. Chi ha avuto modo di guardare il video su YOUTUBE forse ricorderà un neonatino tra le braccia della mamma. E’ Valerio, come mio figlio,
ora è un bambinone bello e simpatico. Arriva la piccola Flavia, è una bimba TROPPO BELLA, la “mia” Flavia, elettrizzata, le scatta almeno 30 foto. La sua mamma ride.
Arriva Emilia, la bimba nata ad Agosto con l’aiuto di Delphine, Stefania, Federica e Francesca, ostetriche improvvisate a causa di un’emergenza in Maternità.
Arriva Franco, mingherlino e vivacissimo, tutto occhi, mi ricorda il mio Valerio da piccolo! Arriva …. Luisella che NATURALMENTE E’ LA PIU’ BELLA!!!
Fotografiamo e prendiamo anche i dati di molti altri bambini bisognosi, speriamo di trovare un benefattore per tutti!
Tante emozioni, tante risate e tante foto. Per i bambini dell’orfanotrofio abbiamo in serbo una sorpresa. Quest’anno, visti i rigidi limiti di peso, non abbiamo portato molto più che chewing gum e caramelle. Abbiamo però scovato il PIZZAIOLO ITALIANO, su suggerimento di Francesca e abbiamo ordinato pizza e bibite per tutti. Arriveranno tra poco. Abbiamo calcolato male, possiamo offrire solo un trancio ciascuno, come “antipasto”, ma è festa grande. Spontaneamente si mettono in fila con gli occhi che brillano. Qualcuno, senza suggerimento, pensa di andare a chiamare i compagni ritardatari. Gustano la pizza e il bicchiere di bibita con calma, educatamente, è bello guardarli anche se il cuore ti si stringe un po’ ….
Nel pomeriggio operazione treccine Flavia, dirige il lavoro una ragazza che aiuta un po’ le suore in orfanotrofio. Il risultato questa volta è fantastico, tutti sono contenti, le bambine hanno partecipato fermandole con gli elasticini.
Proseguono intanto anche le lezioni di dialetto milanese, già, vogliamo fare una sorpresa all’amico Simone Milesi, tra le altre cose poeta dialettale e stiamo insegnando ai bambini una sua breve poesia. Gli porteremo un filmatino, lui ci aiuta tanto, merita una bella sorpresa. Pensavamo fosse più difficile ma i bambini sono formidabili!
Io e Gianandrea supervisioniamo il muro di recinzione della Maternità, uno dei progetti del 2008. Sembra impossibile (considerati i tempi africani) ad Agosto era appena accennato, avevano partecipato anche Stefano, Dodo e Igor. Sono circa 200 metri e … temevamo quasi di trovarlo ancora in costruzione. Invece è finito e Gianandrea considera anche “abbastanza bene”. Fotografiamo tutto e non possiamo non sentirci orgogliosi …. Un altro progetto portato a termine! Tornati in orfanotrofio troviamo Roberto questa volta in veste da idraulico: si è rotto un tubo, si sta allagando tutto. Un guaio grosso, qui l’acqua non è un bene prezioso soltanto a parole. Le suore non ci sono, sono tutte in Chiesa per il funerale della mamma di un prete. Roberto, il nostro uomo del 2009, riesce a sistemare tutto e prende nota degli attrezzi che dovrà portare l’anno prossimo per essere pronto ad ogni evenienza.
Di cosa non è capace quest’uomo? Dimenticavo, in mattinata è riuscito a far ballare la sua “sora” che pare sia portata per il latino americano. Le loro evoluzioni avevano fatto rotolare i bambini e noi dalle risate. Appuntamento a domani con Domitilla e Martine.
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Programma, mattino Oussouye, arriveranno all’orfanotrofio alcuni bambini che aiutiamo, li potremo vedere e fotografare anche noi.
Roberto vuole anche tentare di sistemare un problema di scarico della lavatrice regalata dal nostro amico Maurizio, vuole anche controllare il filtro …
Noi proseguiremo per Ziguinchor, dove incontremo suor Paulette e padre Nicolas.
Flavia e Roberto mandano i loro omaggi ma preferiscono rimanere con i bimbi e, nel pomeriggio, tornare per un saluto a Cabrousse. Baciamo tutti i piccolini ma speriamo di rivederli ancora una volta, la sera. Domani purtroppo l’aereo ci aspetta!
Prima di arrivare a Ziguinchor ci fermiamo un attimo a casa della sorella di Domitilla per salutare e fotografare la piccola Marie Soleil e altri bimbi che aiutiamo in quella zona. Arrivati a destinazione ci intratteniamo piacevolmente con padre Nicolas. E’ bello parlare in italiano con lui! Nel tardo pomeriggio arriverà suor Paulette, con l’aiuto di padre Nicolas potremo parlare di tutti i nostri progetti e studiare “strategie” per cercare di migliorare il nostro e il loro lavoro. Spesso problemi linguistici e culturali generano qualche difficoltà. Arriva suor Paulette esuberante e sorridente come sempre, le mostriamo il calendario 2009, ride divertita scoprendosi “protagonista” del mese di Maggio.
Ci dobbiamo congedare, il buio sta arrivando e il viaggio di ritorno è lungo. Ormai grazie a padre Nicolas siamo riusciti a chiarire molte cose e sono un po’ più tranquilla, in futuro potremo contare anche sulla sua collaborazione.
E’ buio pesto quando ci fermiamo ad Oussouye per far scendere Georgette, non c’è più tempo per un altro salutino ai bambini.
Abbracciamo Georgette e Clementine, Georgette ci stupisce perché scoppia in un pianto disperato, ripete solo “mercì, mercì”. Capiamo: è sotto pressione per il problema della scuola, ci è grata per aver capito le sue ragioni e per il tentatvo di trovare un compromesso, anche se il buonsenso ci ha suggerito di sconsigliare il primo progetto. Abbracciandola le dico “Georgette, TU AVRAI UNA BELLA SCUOLA, sono sicura”. Intanto prego ….. Mi stringe più forte e tira fuori i regalini
Anche questa settimana è volata! Domitilla non sente ragioni, domani niente taxi, all’aeroporto ci accompagnerà lei.
In hotel Flavia mi racconta che a Cabrousse è venuto il papà della “petite Flavia”, la moglie deve avergli raccontato tutto e lui voleva conoscere la Flavia italiana. Hanno riso e scherzato “Sei più bella tu” – “No, è più bella tua figlia”. Meno male, questo episodio divertente da raccontare la sta aiutando a superare la malinconia dell’ultima sera!
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Ci alziamo all’alba, un ultimo sguardo alla spiaggia, al mare e via a far colazione, Moussa dice che noi siamo di casa e prima delle 6 è tutto pronto, solo per noi. Arriva un ragazzotto che lavora lì e che ha stretto amicizia con Roberto. E’ venuto a piedi dal suo villaggio a quest’ora per salutarci. E’ elegantissimo, Roberto gli ha regalato la sua bellissima tuta e le sue bellissime scarpe. Ha gli occhi lucidi, lui non aveva chiesto niente …. Roberto gli ha regalato tutto spontaneamente. Lo abbraccia e lo chiama “fratello”, Moussa ci saluta calorosamente e manda saluti a tutti. Arriva Domitilla, approfittiamo del tempo che ci rimane per mettere a fuoco nuove problematiche che abbiamo notato, ad esempio i bambini di Oussouye ci sembrano un pochino lasciati a se stessi. Clementine lavora tutto il giorno in ospedale e le due donne alle quali rimangono affidati ci sembrano più occupate nelle faccende che nell’accudimento. Vedremo quanto si potrà permettere l’associazione in futuro ma ci piacerebbe che lei trovasse una persona affidabile in questo senso, Domitilla conviene ma il problema sono sempre i soldi! Vedremo quello che potremo fare, se non ci fosse il problema della scuola, accidenti!
Arriviamo in aeroporto puntuali, 2 ore prima, questa volta lo Spirito dell’Africa ci accompagna fino alla fine perché non incontriamo problemi.
Domitilla non può entrare e, a turno rimaniamo fuori con lei ma arriva il momento del ceck-in e ci dobbiamo salutare.
Appena entrate io e Flavia non riusciamo più a trattenerci …. È sempre così dura!
Gli uomini ci prendono in giro ma anche i loro occhi brillano in modo strano.
Mi affaccio a uno dei finestroni per vedere se Domitilla si sta avviando …. Invece la vedo a un metro da me, appoggiata al muro, che singhiozza con il viso tra le mani.
In silenzio faccio segno a Roberto ….. che si sporge come un acrobata e le strilla nell’orecchio “SORA”. Lei fa un salto, ci guadagniamo tutti un’ultima risata.
Superato il ceck-in torno ad un finestrone, la piazzola è deserta. Dopo un’oretta ci incamminiamo un po’ mesti verso la scaletta, mi giro un’altra volta per salutare questa Terra che amo …. ma chi si agita e si sbraccia in lontananza, quella sagoma bianca, dietro al finestrone? Ma certo, è Domitilla, ha aspettato un’ora solo per mandarci ancora un saluto e vederci salire. Ci sbracciamo anche noi, risoluta mi raddrizzo e metto il piede sulla scaletta. Ciao Africa, devo tornare a casa, potrò fare qualcosa, anche se piccolissima, per questo meraviglioso Paese, molto meglio da lì.
Grazie per i tuoi colori e i tuoi profumi, grazie per averci rigenerati.
Sappiamo bene che non sarà facile continuare, quante le diversità culturali, quanti i difetti …. Ma sono proprio così tanti? Noi europei non ne abbiamo forse? Questo è ciò che benevolo mi suggerisce lo Spirito dell’Africa!
Intanto nelle mie orecchie risuona allegro il motivetto di Roberto che i bambini hanno imparato così bene …. ULLELLE’ ULLELLA’ …. Possiamo farcela, lo so!
Sorrido.
Ciao a tutti
Luisella
0 comments francesco238 | DIARIO DI VIAGGIO: ULLELLE’ ULLELLA’
Questa volta la mia avventura è iniziata il giorno di Natale, quando i miei genitori mi hanno fatto un regalo meraviglioso e del tutto inaspettato, mi hanno “proposto” , ridendo, di intraprendere questo viaggio con loro. Questa volta però avrei avuto un incarico preciso che, pur piccolo, mi avrebbe resa parte integrante della squadra. Solo al pensiero di rivedere le suore e i bambini con i quali avevo giocato due anni prima, il cuore cominciava a battere più forte.
Quest’esperienza mi ha regalato grandi emozioni, soddisfazioni e ….. un nuovo amico, Roberto, il mio socio di avventure! Roberto infatti ha la rara capacità di saper “essere un bambino” rinchiuso in un corpo adulto, una qualità che, a mio parere, lo rende una persona straordinaria!
Il primo giorno, all’orfanotrofio di Oussouye, che emozione! I bambini ci correvano incontro gridando “alulum, alulum”. Tra tutti quei visini, ripensando alle foto viste a casa, ne ho riconosciuto subito uno … ma si, certo, era la piccola Serena! L’avevo tenuta tra le braccia quando aveva solo due mesi, che meraviglia vederla correre, ridere e giocare con gli altri bambini.
Il secondo giorno, all’orfanotrofio di Cabrousse, la prima bambina che ho riconosciuto è stata la dolce Kadidiatou, quanti ricordi, avevo giocato tanto con lei! Non era molto cambiata, il visino, lo sguardo e il sorriso erano rimasti gli stessi.
Una delle tante emozioni provate è stata quella di conoscere la piccola Flavia africana. Sarà sciocco ma ho sentito che questa bimba faceva parte di me, forse perché portiamo lo stesso nome, forse perché nel suo sguardo curioso e dubbioso mi ci sono ritrovata, non so bene quale sia il motivo ma è entrata nel mio cuore in un modo tutto particolare.
Questi bambini con il loro sorriso semplice e spontaneo hanno la capacità di farti sentire a casa, un componente di un’immensa famiglia. Ho trovato “parenti “ che non credevo di avere. Una “tante”,suor Domitilla. Una “ gran soeur”, suor Georgette. Una “gran cousine”, Evelyn. Una “mamì”, suor Denise. E tanti tanti fratellini e sorelline…..
La settimana è volata, che tristezza ripartire! Ma so che tornerò, non so quando, i viaggi costano …. Noi siamo in 5, io sono la più giovane e gli altri saranno più utili di me …. Ma tornerò, dopotutto, la mia nuova famiglia mi aspetta!
SALUT A TOUT LE MONDE !
Flavia