febbraio 2007
Monthly Archive
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Domenica 11 Marzo verrà organizzata, in collaborazione con il Delta Club Laveno una manifestazione di volo libero (deltaplano e parapendio) con lo scopo di raccogliere materiale per l’orfanotrofio di Oussouye e di Kabrousse e contributi per i nostri progetti.
La manifestazione si svolgerà presso il Delta Club Laveno – Via Molino 14 – LAVENO (VA)
In caso di brutto tempo la manifestazione verrà rimandata a Domenica al 25 Marzo.
Tutti i dettagli su www.deltaclublaveno.it
Ho 13 anni e fino all’ultimo momento sono stata indecisa se partire o meno con la mia famiglia.
Quanti dubbi, quante paure e quante domande mi ponevo!
“Come me la caverò con i bimbi”, non parlo francese salvo quel poco che sto studiando (male per la verità) a scuola. “Sarò all’altezza della situazione?” … Ma la voglia di provare e la curiosità sono state più forti delle mie insicurezze,così sono partita!
Con il gruppo “GRANDI” mi sono trovata subito a mio agio, mi coinvolgevano in tutto quello che facevano, tutti ascoltavano le mie opinioni e mi sopportavano quando avevo paura o ero stanca.
Sono entrata nel gruppo delle ragazze. In camera eravamo in quattro: io, mia sorella Francesca, Cristina e Giulia, e con loro cominciavo a sentirmi più grande.
Appena arrivati all’orfanotrofio sono stata accolta dai bambini con grandi sorrisi e manifestazioni d’affetto, tutti volevano saltarmi in braccio o giocare a turno con me, non chiedevano altro.
Cominciavo a sentirmi a mio agio, di minuto in minuto prendevo più sicurezza, ero emozionata e felice.
Osservavo le ragazze più grandi occuparsi dei piccoli, li lavavano, li cambiavano, li accudivano con amore.
Mi è venuto spontaneo imitarle, loro mi ringraziavano ”mercì,mercì “e sorridevano, in certi momenti mi sono sentita una di loro.
Quando penso a come viviamo noi ragazzine in Italia mi vergogno un po’!
Questa vacanza, se così si può definire, mi ha fatta crescere ed apprezzare veramente quello che ho.
Intendiamoci, non ho solo “lavorato”, mi sono anche divertita a coccolare i piccoli, a giocare a palla ed imparare un po’a fare le treccine con le più grandi.
Un giorno, in una maternità, una mamma mi ha messo in braccio il suo bambino nato da poche ore. Che emozione e che paura di lasciarlo cadere!
Il tempo è volato e quando ho salutato suor Clementine, la piccola Serena di due mesi e gli altri bambini ho pianto tutte le mie lacrime.
Vorrei tornare il prima possibile ma so che questi viaggi costano e avrò pazienza.
Auguro a tutti di poter vivere un esperienza come la mia.
0 comments erikari | DIARIO DI VIAGGIO: Lo SPIRITO dell'Africa
Desidero dire qualcosa riguardo a questo mio quarto viaggio in Senegal. Che gioia, questa volta, poter partire con la mia famiglia e con degli amici carissimi. Per me, che mi definisco un Presidente Pulcino, è stato un sollievo potermi appoggiare al braccio forte di mio padre nei momenti di stanchezza, parlare con mia madre in quelli di dubbio ed abbracciare la mia sorellina quando la sera, tornati in albergo, il pensiero correva a tutti i bimbi dell’ orfanotrofio.
Che emozione poter assistere all’entusiasmo di Giovanni, Franca e Giulia al loro primo viaggio.
Giovanni è pura forza della natura, senza la sua abilità organizzativa ed il suo contagioso dinamismo non saremmo riusciti a realizzare la metà di quanto avevamo in programma.
Franca ha rispolverato il suo francese, che credeva dimenticato ed in diverse situazioni è stata superlativa. Era tenerissima specie con i piccolissimi, non si rassegnava proprio al fatto che senza pannolini da buttare era impossibile averli tutti asciutti e puliti contemporaneamente. Dovevamo trascinarla fuori dalla spirale di triangoli e ciripà quando il taxi arrivava.
Giulia, che conoscevamo da pochi mesi, è già una di noi, splendida con il suo senso pratico e il suo spirito di adattamento. E’ stato bellissimo vederla giocare con i bambini di suor Clementine ma anche, semplicemente rapportarsi con quelli incontrati per la strada.
Con Cristina poi, ho rivissuto le emozioni del viaggio precedente e posso solo confermare che è meravigliosa.
Voglio ringraziare anche tutti gli amici che ci hanno sostenuto da casa.
Io, Francesca, che avete voluto presidente, ho solo il merito di aver trasmesso il mio entusiasmo dopo il primo viaggio.
Senza tutti voi Amico Senegal non sarebbe mai nata e come dice un vecchio proverbio africano “Non si costruisce una casa con un solo albero”.
Non aggiungo altro perché ho scoperto, tra le altre cose che Giovanni e Cristina sono scrittori nati ed hanno realizzato un diario di viaggio così vero e bello da rendere inutile ogni altra parola.
ciao a tutti
0 comments erikari | DIARIO DI VIAGGIO: Lo SPIRITO dell'Africa
Ho 13 anni e fino all’ultimo momento sono stata indecisa se partire o meno con la mia famiglia.
Quanti dubbi, quante paure e quante domande mi ponevo!
“Come me la caverò con i bimbi”, non parlo francese salvo quel poco che sto studiando (male per la verità) a scuola. “Sarò all’altezza della situazione?” … Ma la voglia di provare e la curiosità sono state più forti delle mie insicurezze,così sono partita!
Con il gruppo “GRANDI” mi sono trovata subito a mio agio, mi coinvolgevano in tutto quello che facevano, tutti ascoltavano le mie opinioni e mi sopportavano quando avevo paura o ero stanca.
Sono entrata nel gruppo delle ragazze. In camera eravamo in quattro: io, mia sorella Francesca, Cristina e Giulia, e con loro cominciavo a sentirmi più grande.
Appena arrivati all’orfanotrofio sono stata accolta dai bambini con grandi sorrisi e manifestazioni d’affetto, tutti volevano saltarmi in braccio o giocare a turno con me, non chiedevano altro.
Cominciavo a sentirmi a mio agio, di minuto in minuto prendevo più sicurezza, ero emozionata e felice.
Osservavo le ragazze più grandi occuparsi dei piccoli, li lavavano, li cambiavano, li accudivano con amore.
Mi è venuto spontaneo imitarle, loro mi ringraziavano ”mercì,mercì “e sorridevano, in certi momenti mi sono sentita una di loro.
Quando penso a come viviamo noi ragazzine in Italia mi vergogno un po’!
Questa vacanza, se così si può definire, mi ha fatta crescere ed apprezzare veramente quello che ho.
Intendiamoci, non ho solo “lavorato”, mi sono anche divertita a coccolare i piccoli, a giocare a palla ed imparare un po’a fare le treccine con le più grandi.
Un giorno, in una maternità, una mamma mi ha messo in braccio il suo bambino nato da poche ore. Che emozione e che paura di lasciarlo cadere!
Il tempo è volato e quando ho salutato suor Clementine, la piccola Serena di due mesi e gli altri bambini ho pianto tutte le mie lacrime.
Vorrei tornare il prima possibile ma so che questi viaggi costano e avrò pazienza.
Auguro a tutti di poter vivere un esperienza come la mia.
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Desidero dire qualcosa riguardo a questo mio quarto viaggio in Senegal. Che gioia, questa volta, poter partire con la mia famiglia e con degli amici carissimi. Per me, che mi definisco un Presidente Pulcino, è stato un sollievo potermi appoggiare al braccio forte di mio padre nei momenti di stanchezza, parlare con mia madre in quelli di dubbio ed abbracciare la mia sorellina quando la sera, tornati in albergo, il pensiero correva a tutti i bimbi dell’ orfanotrofio.
Che emozione poter assistere all’entusiasmo di Giovanni, Franca e Giulia al loro primo viaggio.
Giovanni è pura forza della natura, senza la sua abilità organizzativa ed il suo contagioso dinamismo non saremmo riusciti a realizzare la metà di quanto avevamo in programma.
Franca ha rispolverato il suo francese, che credeva dimenticato ed in diverse situazioni è stata superlativa. Era tenerissima specie con i piccolissimi, non si rassegnava proprio al fatto che senza pannolini da buttare era impossibile averli tutti asciutti e puliti contemporaneamente. Dovevamo trascinarla fuori dalla spirale di triangoli e ciripà quando il taxi arrivava.
Giulia, che conoscevamo da pochi mesi, è già una di noi, splendida con il suo senso pratico e il suo spirito di adattamento. E’ stato bellissimo vederla giocare con i bambini di suor Clementine ma anche, semplicemente rapportarsi con quelli incontrati per la strada.
Con Cristina poi, ho rivissuto le emozioni del viaggio precedente e posso solo confermare che è meravigliosa.
Voglio ringraziare anche tutti gli amici che ci hanno sostenuto da casa.
Io, Francesca, che avete voluto presidente, ho solo il merito di aver trasmesso il mio entusiasmo dopo il primo viaggio.
Senza tutti voi Amico Senegal non sarebbe mai nata e come dice un vecchio proverbio africano “Non si costruisce una casa con un solo albero”.
Non aggiungo altro, lascio a Giovanni e Cristina, che tra le altre cose, ho scoperto che sono scrittori nati, la cronaca del nostro viaggio.
ciao a tutti
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Presidente di Amico Senegal
Mi chiamo Francesca ho 29 anni e con un gruppo di amici sto aiutando i bambini di un orfanotrofio, di una scuola materna e una maternità, in Senegal.
Perché proprio qui?
Il caso ha voluto che durante le vacanze di Pasqua 2005 io e la mia famiglia abbiamo deciso di trascorrere una settimana in Africa, avevamo bisogno di una vacanza, quel periodo era stato durissimo, pochi mesi prima mi ero sottoposta ad un delicato intervento alle gambe con una lunga degenza presso una Clinica riabilitativa.
Quando ai miei genitori è stato proposto da un gruppo di amici il viaggio in Senegal, ero scettica, camminavo ancora con l’ausilio di un bastone e sinceramente l’idea di un viaggio così lungo, in un luogo tanto lontano non mi entusiasmava affatto.
Comunque, tra mille perplessità ho deciso di partire e, devo ammettere che quella vacanza si è rivelata una meravigliosa esperienza di vita.
Il calore, la disponibilità, la dignità, l’orgoglio del popolo Senegalese, la sua “sete” di relazionarsi con tutti, il sistema di valori in cui crede, la flessibilità ma soprattutto il sorriso di bambini fantastici hanno subito colpito la mia vista, la mia mente ma, in particolare il mio cuore.
Poi un incontro speciale, quello con Suor Clementine, una giovane donna che, insieme ad altre sette suore più anziane dirige un orfanotrofio che accoglie bambini orfani di mamma di età compresa tra 0 e 15 anni. Inoltre Clementine insegna nella vicina scuola materna, frequentata da bambini che pur avendo famiglia vivono in condizioni di estrema povertà.
Una turista, ospite dell’albergo, aveva conosciuto Clementine tempo prima e l’aveva invitata a trascorrere una giornata con Lei.
Mi trovavo sulla spiaggia e ho notato questa “suorina” dall’aria un po’ esotica (è Afro-Belga), forse mia coetanea con due piccini, mi sono avvicinata a loro, volevo saperne di più.
Il giorno dopo mi hanno chiesto se desideravo visitare l’orfanotrofio, entusiasta ho accettato ed una volta arrivata ho deciso di lasciare il bastone in macchina, dovendo presentarmi a dei bambini e non parlando la loro lingua, temevo di spaventarli. Beh! dopo qualche minuto avevo tra le braccia due neonate e una fila di bambini che mi giravano intorno sorridenti, e pieni di gioia di vivere nonostante le condizioni in cui vivevano. Mancavano di tutto, nell’orfanotrofio c’era un solo rubinetto per cinquanta bambini e le suore. Spesso non ci sono medicinali, quindi anche un banalissimo raffreddore o un semplice caso di dissenteria può diventare letale.
Le suore però sono amorevoli e cercano di tutelare i bambini come meglio possono ma il dover far fronte a mille difficoltà le costringe ad un continuo duro lavoro. Il tempo per le coccole e il gioco è veramente poco, nelle ore che ho trascorso all’orfanotrofio ho visto i bimbi che aspettavano pazientemente di essere presi in braccio, entusiasmarsi per un girotondo e un cavalluccio,
ed io mi muovevo disinvolta senza supporto.
Quella realtà, quei bambini, la loro serenità e quella delle suore che nonostante tutto riescono a cogliere la vera essenza della vita e a considerarla sempre e comunque un dono mi hanno sbloccata in tutti i sensi, non solo fisicamente, facendo nascere in me il coraggio e la forza di affrontare le sofferenze che in quel momento mi affliggevano. Mi hanno aiutata a guardare il mondo con occhi positivi e ad essere più obiettiva, ma soprattutto mi hanno restituito la gioia di vivere e sorridere che credevo perduti.
L’incontro con Clementine ed i bambini per me è stato un dono e nulla di quello che io potrò fare per loro sarà mai paragonabile a quello che loro hanno fatto per me.
Sono passati quasi due anni da quel primo viaggio che ha cambiato la mia vita, sono già tornata in Senegal due volte, il “mal d’Africa” mi ha colpita in pieno, anzi si intensifica con il passare del tempo.
Attualmente a Monza ci siamo costituiti Associazione, con i nostri aiuti moltissimi bambini possono frequentare la scuola, la cultura è fondamentale per lo sviluppo di un paese ma soprattutto è un diritto per ogni bambino. Per quanto riguarda l’orfanotrofio di Suor Clementine, da quell’unico rubinetto cui ho accennato è partito un progetto idrico, ora i bimbi non devono più andare al pozzo con i secchi a prendere l’acqua per lavarsi, sono state costruite delle docce ma c’è ancora tanto da fare e gli aiuti non sono mai abbastanza!
Durante i nostri viaggi portiamo materiale umanitario ed effettuiamo spedizioni che però sono molto costose. Inoltre ci stiamo organizzando per promuovere delle manifestazioni il cui ricavato finanzierà nuovi progetti e nuove adozioni. Non abbiamo la presunzione di risolvere i problemi del mondo, dell’Africa e nemmeno del Senegal, sappiamo di essere solo un piccolo gruppo entusiasta ma è senz’altro meglio di niente.
Non abbiamo grandi ambizioni ma forse troveremo nuovi amici e allora sì! potremo migliorare la vita di qualcuno in un piccolo angolo di mondo. So che altre persone fanno la stessa cosa altrove, auguro buona fortuna anche a loro! grazie per avermi ascoltata… Vi aspetto!
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Durante le festività di fine anno alcuni componenti della nostra associazione hanno intrapreso un viaggio di una settimana in Senegal.
E’ stata un’esperienza entusiasmante per tutti, ma soprattutto per chi di noi visitava questo straordinario paese per la prima volta. Il contatto diretto con i bambini dell’orfanotrofio, l’umanità degli abitanti del luogo e i numerosi riscontri per i progetti finanziati, ci hanno gratificato di tutti gli sforzi e delle fatiche intraprese dalla nostra giovane associazione. Nella settimana trascorsa abbiamo avuto modo di constatare come Suor Clementine e Suor Martine abbiano ben lavorato e i risultati sono andati ben oltre le nostre più ottimistiche aspettative.
Il viaggio ci ha permesso di svolgere alcuni importanti impegni riguardanti le adozioni future e i prossimi progetti: abbiamo fotografato 50 bambini della scuola di Suor Martine per le nuove adozioni e visitato la maternità di Kabrousse, parlando con Suor Domitilla delle varie problematiche dell’ospedale.
In occasione di questo viaggio tanto atteso abbiamo portato con noi 15 valigie di materiale umanitario e una volta sul posto abbiamo avuto la fortuna di veder giungere a destinazione il materiale spedito dall’Italia due mesi prima, arrivato casualmente proprio negli stessi giorni della nostra visita. Inoltre abbiamo potuto incontrare e ringraziare personalmente Padre Nicolas, un personaggio cruciale proprio per la spedizione del materiale. Grazie a questo viaggio è stato possibile individuare con Suor Clementine le priorità e concordare i prossimi progetti. Insomma… un viaggio intenso e ricco di soddisfazioni, come la sorpresa di trovare già ultimati i lavori previsti per il progetto Laura, solo dopo poche settimane dall’invio dei fondi per il progetto. Inoltre i doni natalizi inviati dalla ditta FLOU per tutti i bambini dell’orfanotrofio di Suor Clementine e di Suor Martine erano giunti puntuali, proprio pochi giorni prima del S. Natale… un’efficienza da fare invidia agli Svizzeri … e soprattutto a noi!
In una terra come l’Africa dove niente è programmabile ed ogni cosa è lasciata al caso, tutto ha funzionato. Incredibile? Ci siamo fatti una nostra teoria: è lo “SPIRITO DELL’AFRICA”, lo spirito di un popolo che sa ricambiarti per quanto fai per loro, offrendoti il massimo impegno ed il più bello dei sorrisi.
Leggi il nostro Diario di viaggio
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